Due mesi in Portogallo

Due mesi sono passati in un attimo. Il Portogallo si è rivelato una vera scoperta. Erano anni che mi attirava e non trovavo l’occasione per visitarlo. In effetti non è proprio dietro l’angolo, soprattutto arrivando dalla Grecia. Però adesso che di tempo ne ho quanto ne voglio, ci ho messo sei mesi per arrivarci, ma ce l’ho fatta!

Portugal, Algarve, Carrapateira, Praia do Amado
Carrapateira, Praia do Amado

Per questa prima visita abbiamo seguito più o meno la costa, da sud a nord, con poche deviazioni. La differenza con la Spagna è evidente fin dal primo paese che si incontra. Molto meno cemento e palazzoni e più attenzione ai dettagli e all’armonia estetica. Un piacere. Poi scopri i prezzi dei carburanti, gas e supermarket e cominci a rimpiangere la Spagna, ma questa è un’altra storia. Rimane comunque sensibilmente meno caro dell’Italia e della Grecia. Però, per fare qualche esempio, una bombola di propano della stessa marca (Repsol), prezzo doppio in Portogallo, gasolio un 20-25% più caro, birra il doppio, vino e acqua invece prezzi simili. Frutta, verdura e formaggi piuttosto cari, ma con più varietà rispetto alla Spagna.

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Cacela Velha, uno dei primi paesini che abbiamo incontrato

Pur non trattandosi di un paese facile per i vegetariani, abbiamo comunque scoperto sapori nuovi, alcuni addirittura entusiasmanti, come il formaggio Serra de Estrela, che malgrado il prezzo eccessivo, dai 25 ai 30 euro al chilo, è assolutamente da provare una volta nella vita! 🙂 E poi le olive sfuse al naturale Bilal, il Chuchu, un vegetale dalla forma singolare che ricorda il sapore delle zucchine, le banane di Madeira, molto più asciutte e meno gelatinose di quelle centro americane, il Caldo Verde, una specie di Kale venduto già tagliato finissimo, da fare in brodo. Insomma un viaggio molto interessante anche dal punto di vista culinario.
Una grossa delusione sono stati invece i mercati coperti, che non manchiamo mai di visitare dovunque andiamo. La maggior parte decadenti, con prodotti spesso al limite dell’impresentabile e prezzi piu alti di quelli dei supermercati, mah…

Le olive Bilal, eccezionali.
Le olive Bilal, eccezionali.
Portugal, Algarve, Sagres
Il mercato municipale di Sagres.
Il lercato Ribeira di Lisbona, il migliore che abbiamo incontrato.
Il mercato Ribeira di Lisbona, il migliore che abbiamo incontrato.

Girare con il camper è facilissimo ed è evidente che piace molto anche ai portoghesi. E’ impressionante la quantità di camper locali che circolano. Trovare posti per sostare il libera è molto semplice, quasi dappertutto è previsto almeno un parcheggio in cui il pernottamento è consentito, spesso anche in posizioni molto centrali. Qualche divieto lo abbiamo trovato, ma si trattava di località molto turistiche, dove probabilmente ne avevano fin sopra ai capelli dei famosi camperisti che occupano 4 posti fregandosene altamente delle regole e del buon senso. Parecchie anche le aree sosta, molte con servizi gratuiti. In tutto il viaggio non abbiamo mai dovuto pagare nè per sostare nè per carico e scarico dei serbatoi.

Il solito genio, di domenica mattina nel parcheggio della spiaggia di Vila Do Conde, vicina a Porto. 600 metri più avanti c'era uno spiazzo enorme per i camper.
Il solito genio, di domenica mattina, nel parcheggio della spiaggia di Vila Do Conde, vicina a Porto. 600 metri più avanti c’era uno spiazzo enorme per i camper.

Dal punto di vista della sicurezza, non abbiamo mai sentito nessun senso di pericolo, neanche nelle grandi città e non ci siamo stati poco, una settimana a Lisbona e cinque notti a Porto. Ad aumentare il nostro senso di sicurezza conta anche il fatto che quasi sempre sostavamo vicino ad altri camper. In ogni caso la polizia è presente, ma mai fastidiosa. A pensarci bene in un anno in giro per l’Europa non siamo mai stati fermati per un controllo, in Italia almeno una volta al mese una spolverata ai documenti è la norma… chissà perchè?

Porto Covo. Praia do Somouqueira
Porto Covo. Praia do Somouqueira

L’educazione stradale dei portoghesi mi è sembrata ottima. Pieno rispetto della segnaletica, a parte i limiti di velocità a volte. Nessuno mi ha mai strombazzato perchè andavo piano, come mi è successo più volte in Italia e nei Balcani e mai sono stato sorpassato dove c’era la linea continua. Complimenti per la pazienza!
Un problema grosso invece sono le indicazioni stradali, che ho trovato confusionarie e mancanti, soprattutto arrivando da Spagna e Francia dove sono ottime. In Portogallo sono riuscito a perdermi pur usando anche il navigatore!. C’è di buono che per lo meno i tratti di strada a pedaggio sono chiaramente indicati ed è impossibile imboccarli per sbaglio. Fatta eccezione per il ponte per Lisbona, dove dopo aver fatto almeno tre giri in circolo di tutte le rotonde di Almada, alla fine abbiamo imboccato la A2 che era l’unico modo di passare di fronte e ci siamo trovati davanti a dei caselli non segnalati. Tre euro e ottanta. Arrivando dalla costa a sud conviene, non si discute, si risparmiano un centinaio di chilometri, semplicemente siamo stati colti di sorpresa. Per fortuna era possibile pagare in contanti e non solo con il sistema elettronico, come per le altre autostrade.

Portugal, Setubal, Lagoa de l'Albufeira
Lagoa de l’Albufeira

La costa è tutta spettacolare, paesaggi stupendi e molto diversi da quelli del Mediterraneo. Il mare, anzi l’oceano, però è solo da vedere. Temperatura dell’acqua e onde lo rendono inaccessibile. Come ci aveva descritto la situazione il nostro caro amico Vladimir – Non si può rischiare la vita tutte le volte che vuoi fare un bagno!
C’è di positivo che quello che a noi provoca nostalgia per il nostro amato mare greco, è invece il paradiso per chi fa surf… almeno qualcuno se lo gode! In realtà le spiagge del sud non sono così off-limits, ma proprio per questo sono molto piu turistiche e sovrappopolate. Direi comunque che il mare non è uno dei punti forti del Portogallo, a parte per i surfers, fotografi e pittori 😉

Odeceixe
Odeceixe
Peniche
Peniche
Baleal
Baleal

I villaggi e le cittadine sono quasi sempre molto piacevoli, con un centro storico ben curato, anche se forse un po’ ripetitive. Le chiese abbondano, i castelli medievali, ponti e acquedotti romani pure. Ci è sembrato comunque molto meno stancante del gotico dell’Europa centrale. Lisbona e Porto sono invece tutta un’altra storia. Belle, interessanti, piene di vita e di creatività. Mostre, eventi, concerti, musei, una meraviglia. Richiedono tempo e gambe buone, però se lo meritano alla grande.

Il castello di Leiria
Il castello di Leiria
L'acquedotto di Elvas
L’acquedotto di Elvas
L'acquedotto di Evora, ora integrato nelle abitazioni.
L’acquedotto di Evora, ora integrato nelle abitazioni.
Lisbona, piazzo Rossio
Lisbona, piazza Rossio.
Cartolina di Porto.
Cartolina di Porto.

L’esperienza Portogallo entra per noi ai primi posti nella lista “posti da non perdere” e anche in quella “posti dove tornare”. Magari facendo prima un po’ di esercizio con la lingua che, tanto è facile da capire quando è scritta, altrettanto è indecifrabile quando la si sente parlata. Per fortuna l’Inglese è molto diffuso, soprattutto tra giovani e la disponibilità della gente a comunicare e aiutare arriva a livelli commoventi. Questa è alla fine dei conti la cosa che più mi rimane del Portogallo, la sua gente.