I miei 10 consigli per fare fotografie di viaggio migliori

Chi viaggia fotografa! Il problema spesso è che non tutti riescono ad ottenere i risultati che vorrebbero. Così ho pensato di condividere alcune delle cose che ho imparato nei miei trent’anni di esperienza come fotografo, sperando che possano tornare utili a qualcuno.
La lista che segue non è in ordine di importanza e non tutto è applicabile in tutte le situazioni, però sono piccole cose che fanno parte del mio modo di lavorare.

Portugal, Algarve, Carrapateira, Praia do Amado

 

Il filtro dei miracoli
Si chiama polarizzatore ed è indispensabile per fotografare paesaggi. Aumenta il contrasto e la saturazione del cielo, elimina il riflesso dalla superficie del mare rivelando così il colore dell’acqua ecc. Attenzione solo a non esagerare, a volte l’effetto può essere esagerato o addirittura negativo. Come si può vedere nell’esempio qui sotto, il risultato non sarebbe ottenibile ritoccando con photoshop, se non con uno spreco enorme di tempo.

Portugal, Algarve, Odeceixe
Senza polarizzatore
Polarizzatore
Con Polarizzatore

 

La bussola non serve solo a orientarsi
Ogni paesaggio, edificio, spiaggia ha un’ora in cui riceve la luce migliore. Quella che crea il contrasto e il gioco di ombre che la fa risaltare meglio. Con l’aiuto di una bussola e un po’ di esperienza, si può calcolare con un margine di più o meno 10 minuti, quando il sole si troverà nella posizione ottimale. Nel caso che non avvenga mai, luce dal nord, la soluzione classica è un notturno, con l’aiuto di un cavalletto, fatto quando il cielo non è ancora completamente nero.

France, Roussillon

 

L’ora migliore
Tutti sanno che la luce più bella è quella calda del mattino e del tardo pomeriggio. Vero. Però mare e spiagge spesso sono più impressionanti con la luce quasi perpendicolare, un paio d’ore prima e dopo mezzogiorno, se fotografate usando il polarizzatore. E infatti il caso in cui il filtro ha il maggiore effetto e il colore dell’acqua risulta più “caraibico”. La luce perpendicolare è anche utile per fotografare per le vie di una città, dove spesso il sole basso non riesce a entrare.

Greece, Eptanese, Kefalonia, Mirtos beach
Effetto del polarizzatore usato all’ora giusta

 

Il calore della luce
Con le macchine digitali si tende spesso a sottovalutare l’importanza e i limiti del white balance. Fotografando in esterni non bisogna mai lasciare il WB in automatico perchè tenderà a rendere uniforme il colore di tutte le foto, sia che siano scattate con la luce calda del tramonto sia con quella più fredda del mezzogiorno. Assolutamente tenerlo impostato sulla luce del giorno/5500°K per mantenere i colori il più possibile vicini a quelli reali al momento dello scatto.

Portugal, Alentejo, Porto Covo. Praia do Somouqueira
White Balance Automatico, pomeriggio tardi
Portugal, Alentejo, Porto Covo. Praia do Somouqueira
White Balance 5500°K

 

L’orizzonte si chiama così perché deve essere orizzontale
Molte macchine fotografiche permettono di impostare nel mirino una griglia che aiuta a correggere in ripresa errori di inquadratura, come tenere l’orizzonte orizzontale e le linee verticali di eventuali edifici verticali.

viewfinder

 

Sei accompagnato da una bolla?
Usando il cavalletto, soprattutto con grandangoli, è di grandissimo aiuto un piccolo accessorio: la livella a bolla. Da inserire nella slitta del flash permette di mettere perfettamente in piano in pochi secondi l’apparecchio.

spirit-level-420-90

 

I terzi sono i migliori
Il soggetto in centro, se non per motivi di prospettive accentuate o di simmetrie interessanti è quasi sempre da evitare. Conoscere e rispettare la regola dei terzi e della sezione aurea, porta quasi sempre a inquadrature migliori. Anche in questo caso il mirino con la griglia quadrettata aiuta molto.

Portugal, Algarve, Carrapateira, Praia do Amado

Portugal, Algarve, Odeceixe

 

Quanti megapixel hai?
Ovviamente più è alta la risoluzione del sensore e meglio è. Però se l’ottica che montate è un fondo di bottiglia, non farete altro che avere una perfetta immagine dei difetti del vostro obiettivo. Non risparmiare mai sulle lenti e sui filtri, sono loro che fanno la fotografia e sono sempre un buon investimento. Negli ultimi anni ho cambiato una mezza dozzina di corpi macchina, però uso ancora delle ottiche comprate più di vent’anni fa!

nikon

 

Siamo tipi obiettivi.
Ottica fissa o intercambiabile? Telemetrica o reflex? Dipende solo da cosa si vuole fotografare e quanto tempo si è disposti a dedicare alla fotografia. Grandi maestri della fotografia hanno lavorato sempre con solo un corpo telemetrico e un obiettivo fisso. Se però si vuole illustrare un viaggio per bene, una gamma almeno dal 24 ai 200 mm (per il 35mm) è indispensabile. Poi ovviamente ognuno decide per se. Personalmente scatto il 90% delle mie foto con uno zoom 12-24, ma senza gli zoom tele (28-70 e 80-200) non potrei fare dei reportage completi.

Portugal, Algarve, Sagres
Grandangolo 12mm su sensore APS-C
Portugal, Algarve, Odeceixe
Teleobiettivo 200mm su sensore APS-C, ottimo per isolare dettagli

 

Che numero di scarpe porti?
Per fare delle belle foto ci vogliono delle ottime scarpe! Anzi scarponcini da montagna. Si perchè senza camminare tanto non è possibile trovare i soggetti e gli angoli giusti e spesso, per trovare l’inquadratura migliore e diversa, bisogna lasciare l’asfalto e arrampicarsi o prendere sentieri che con i sandali o i tacchi non è possibile fare.

DSC_8879

 

Per concludere, colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente uno dei migliori fotografi di viaggio che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere, Roberto Meazza, per la sua amicizia e per tutto quello che mi ha insegnato. Grazie Maestro 🙂

 

 

Otto mesi da full timers

Sono passati poco più di dieci mesi da quando abbiamo lasciato definitivamente la casa ad Atene, dove facevamo base e ormai da otto viviamo sul nostro scassatissimo, ma insostituibile camperino. Cinque metri di lunghezza, ma non ci manca niente. Anzi, ci siamo resi conto che anche molto di quello che ci siamo portati dietro alla fine è superfluo. Per quanto non fossimo proprio alle prime armi come camperisti, con dieci anni di esperienza alle spalle e parecchi chilometri, abbiamo commesso un sacco di errori. Abbiamo sottovalutato il freddo e il bisogno di energia elettrica, ma siamo sopravvissuti senza grossi problemi, riscoprendo il piacere di una vita semplice e sana, a contatto con la natura pur non disdegnando le grosse città, che hanno sempre qualcosa da offrire, se prese in piccole dosi.

Greece, Crete, Balos Beach
Greece, Crete, Balos Beach

Eliminando tutte le spese fisse possibili, sostando sempre in libera, approfittando delle aree sosta gratuite per il rifornimento, non prendendo mai autostrade e avendo internet gratuito usando un antenna amplificata e wifi-map, siamo riusciti a vivere con circa 450 euro al mese in due, senza farci mancare nulla. Nella cifra sono incluse bombole di gas, il carburante e l’olio che ci ha portato da Atene al Portogallo, via Berlino e la nostra preferenza per i cibi biologici. Non sono incluse invece le spese extra di manutenzione, miglioramento e gli imprevisti del camper. Per colpa del freddo a Berlino si è gelato l’impianto idraulico e ho dovuto cambiare la doccetta del bagno e una parte dei tubi dello scarico. Dopo essere rimasto con la batteria dei servizi scarica un paio di volte ho montato un pannello solare che ha risolto il problema alla perfezione con meno di 200euro. Sempre per risparmiare il più possibile energia, ho trasformato l’illuminazione al neon in led (meno di 20 euro). Chiaramente se non mi fossi fatto il lavoro da solo non me la sarei cavata con così poco. Anche questo però fa parte di questa nuova vita. Tornare a contatto con le proprie cose, sistemarsele da soli, magari usando materiali di recupero o facendosi prestare gli attrezzi necessari.

La rocca di Gibilterra
La rocca di Gibilterra

Il camper piccolo è stata una scelta saggia e ponderata. Per noi era fondamentale poter sostare anche in città e le piccole dimensioni ci permettono di circolare senza particolari problemi e parcheggiare nei parcheggi per auto senza fuoriuscire dalle strisce segnaposto. Siamo rimasti in libera, anche più di una settimana, in città come Milano, Berlino e Barcellona senza mai avere problemi.

Milano
Milano

Una particolarità del vivere in camper che non avevamo considerato invece è la solitudine. Sembra strano, ma possono passare giorni senza parlare con nessuno e a lungo termine può diventare anche un po’ pesante da sopportare. Per fortuna ogni tanto si incontrano invece persone eccezionali e ci si può finalmente sfogare, magari facendo delle vere e proprie maratone di chiacchierata. Poi vabbè, noi siamo in due e abbiamo anche la fortuna di avere amici sparsi un po’ per tutta l’Europa, così abbastanza spesso ci troviamo in compagnia, però ci siamo chiesti ripetutamente come fanno molti altri che vediamo viaggiare completamente da soli.

Crete, Xirokambos
Crete, Xirokambos

In conclusione, vivere viaggiando di continuo si può fare. Non è una scelta facile, ma stiamo conoscendo sempre più gente che ha osato e non si è mai piu guardata indietro. Tutto sta nel capire di cosa si ha veramente bisogno per vivere felici, piu la lista è corta e piu la decisione diventa facile. Il camper è una delle soluzioni ideali per rimanere in Europa. Per altri paesi piu lontani e meno cari, si può fare anche con i mezzi e dormendo in ostelli, che è quello che abbiamo in programma di fare quando ci stancheremo della vecchia Europa.