Chi conosce il tartufo spagnolo? (video)

Il più grande vantaggio che offre il viaggiare in camper è la facilità con la quale ci si può fermare in qualsiasi posto e cogliere l’opportunità di approfondire le storie interessanti che si incontrano sulla propria strada.
In questo caso, sentire che sette su dieci tartufi neri al mondo, provengono dalla piccola provincia di Teruel, ci ha risvegliato la curiosità e così, l’anno scorso mentre eravamo in giro per la Spagna, ci siamo fermati a fare questo breve documentario.

Oltre a imparare un sacco di cose sulla coltivazione dei tartufi, è stata una notevole lezione di coraggio e perseveranza vedere come, in una regione remota e poco dotata dalla natura, con tanto lavoro e tanta testardaggine, gli abitanti del posto siano riusciti a creare dal niente una risorsa di vita e di lavoro.

 

 

A partire da questa settimana sostituirò di tanto in tanto l’ormai consueto podcast, con uno dei mini documentari che produciamo durante i nostri giri.
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Santiago di Compostela? Uno spettacolo!

Chi non ha mai almeno sognato di fare il cammino di Santiago non è un vero viaggiatore, punto e basta! Questioni religiose a parte, solo il pensiero di quanti “pellegrini” nei secoli hanno lasciato le loro impronte lungo il famoso percorso, lo rende un’avventura degna di essere vissuta o perlomeno, desiderata.

La famosa cattedrale di Santiago. Anche se in ristrutturazione, rimane impressionante.
La famosa cattedrale di San Giacomo. Anche se in ristrutturazione, rimane impressionante.

Per noi, in questa occasione, Santiago de Compostela non era la meta, ma solo una fermata lungo il nostro pellegrinaggio personale e ci siamo arrivati in camper. Fortunati, troviamo un ottimo posto per parcheggiare, gratuito e tranquillo, a solo un paio di chilometri dalla famosa cattedrale, che raggiungiamo facendo una piacevole passeggiata. Le prime impressioni sono forti e chiare: malgrado l’inevitabile teatrino imbastito per i turisti, la città mantiene una personalità molto imponente e dignitosa; la maggior parte dei pellegrini probabilmente non sa neanche chi è San Giacomo e non ha nessuna grazia da chiedere, il pretesto per l’impresa era solo una sana sfida personale; il pellegrino del XXI secolo circola in mountain bike 😉

Uno dei tanti eventi in giro per la città. In questo caso evidentemente messo in piedi solo per riprese di una tv locale.
Uno dei tanti eventi in giro per la città. In questo caso evidentemente messo in piedi solo per riprese di una tv locale.
Una selfie davanti alla coda per entrare in cattedrale.
Una selfie davanti alla coda per entrare in cattedrale.
Non so se la birra sia il modo migliore per dissetare il pellegrino...
Non so se la birra sia il modo migliore per dissetare il pellegrino…
Concerto soul davanti alla cattedrale. Molto suggestivo,
Concerto soul davanti alla cattedrale. Molto suggestivo.
Dimostrazione in piazza, al suono delle cornamuse, strumento tradizionale locale che evidenzia le radici celtiche della Galizia.
Dimostrazione in piazza, al suono delle cornamuse, strumento tradizionale locale che evidenzia le radici celtiche della Galizia.

La curiosità è il mio mestiere, per cui mi sorbisco la messa dei pellegrini, quella delle 12.00, per vedere anch’io il famoso incensiere oscillare sopra le teste dei presenti, che è poi la grande attrazione di quello che alla fine è un grande spettacolo degno di Broadway, con la differenza che a Broadway i teatri hanno sicuramente un parco luci molto più ridotto e meno schermi televisivi installati.

L'incensiere (Botafumeiro) nel momento di massima elevazione sopra alla testa dei presenti. Si vedono chiaramente anche la dotazione di fari e faretti per l'illuminazione dello spettacolo.
L’incensiere (Botafumeiro) nel momento di massima elevazione sopra alla testa dei presenti. Si vedono chiaramente anche la dotazione di fari e faretti per l’illuminazione dello spettacolo.
...e a ogni passaggio... oooohhh
…e a ogni passaggio… oooohhh

Prima dell’inizio della cerimonia, una suora canterina istruisce il pubblico sui canti che verranno eseguiti e gli insegna le parole per fargli fare la parte corale. Gli arrangiamenti ricordano piu un musical di Disney che qualcosa di sacro, tipo Cenerentola o Biancaneve, ma immagino che faccia parte della nuova strategia di comunicazione della chiesa e a quanto pare il pubblico apprezza. Quando intona un “Gloria” non posso fare a meno di pensare che preferisco la versione di Umberto Tozzi, poi però mi accorgo che le parole sono diverse, stanno parlando di un’altra Gloria, anche questa però potrebbe andare a Sanremo 😉 Nel frattempo un’interminabile fila di “fedeli” passa dietro all’altare per seguire la tradizione cattolico-pagana di abbracciare l’apostolo. Cosa che non smette neanche durante la celebrazione del rito, che si conclude con il momento piu atteso: quello della benedizione, quando nelle mani dei fedeli spuntano centinaia di macchine fotografiche e telefonini. Tutto fila liscio e alla perfezione fino alle 13.05 quando, finita la cerimonia, il prete rivolge la sua preghiera al pubblico in quattro lingue, invitandolo ad andarsene in fretta perchè alle 13.15 comincia il prossimo spettacolo!

Il retroscena. La statua dell'apostolo dietro all'altare, dove passano i fedeli ad abbracciarlo. Sotto il dettaglio della foto dove si vede chiaramente una mano che spunta.
Il retroscena. La statua dell’apostolo dietro all’altare, dove passano i fedeli ad abbracciarlo. Sotto il dettaglio della foto dove si vede chiaramente una mano che spunta.

Spain, Santiago de Compostela

Parte l'incensiere, fuori le macchine fotografiche!
Parte l’incensiere, fuori le macchine fotografiche!

Santiago però non è solo questo. Il centro storico è splendido e per quanto sempre un po’ affollato, vale la pena di perdercisi e scoprirlo vicolo dopo vicolo. La grande sorpresa però è invece la parte moderna e in particolare Gaiàs, l’impressionante “Città della Cultura”. Un insieme di stabili dalle forme spaziali, che ospitano una biblioteca impressionante, un museo e spazi per mostre, concerti, proiezioni e altri eventi culturali. Il progetto è relativamente recente, tanto che non è ancora terminata la costruzione, ma già la sezione aperta al pubblico è più che sufficiente per farne un’attrazione da non perdere. Noi abbiamo avuto il piacere di vedere una mostra di fotografia all’interno della biblioteca, un’installazione all’interno delle Torri Hejduk e una mostra molto completa e ben presentata sull’industria della moda in Galizia.

Il complesso Gaias, la città della cultura a Santiago di Compostela.
Il complesso Gaias, la città della cultura a Santiago di Compostela.

Spain, Santiago de Compostela Spain, Santiago de Compostela

Le Torri Hejduk
Le Torri Hejduk
Installazione di Sonia Navarro all'interno delle Torri Hejduk.
Installazione di Sonia Navarro all’interno delle Torri Hejduk.

Spain, Santiago de Compostela

Lo stabile della biblioteca con un'altra scultura fatta di libri veri.
Lo stabile della biblioteca con un’altra scultura fatta di libri veri.
L'interno della biblioteca.
L’interno della biblioteca.
Spain, Santiago de Mostra di ritratti fotografici di Galiziani (o Galleghi) di Xurxo Lobato.
Spain, Santiago de Mostra di ritratti fotografici di Galiziani (o Galleghi) di Xurxo Lobato.
Scultura dedicata ai pellegrini all'entrata del museo di Gaiàs.
Scultura dedicata ai pellegrini all’entrata del museo di Gaiàs.
Mostra sulla manifattura di moda in Galizia.
Mostra sulla manifattura di moda in Galizia.

Spain, Santiago de Compostela Spain, Santiago de Compostela

Mi ha fatto un piacere enorme vedere come un posto con la storia e la tradizione di Santiago di Compostela, non si sia fermato al guadagno facile proveniente dal turismo più o meno religioso, ma investa per coltivare altre aree di interesse, principalmente per la popolazione locale, ma anche per i visitatori. Complimenti per l’apertura mentale e per quel che mi riguarda, Santiago si è conquistata un nuovo fedele! Dovessi ritrovarmi nei paraggi, non mancherò di certo di includerla per una sosta, per andare a vedere cosa propone di nuovo la Città della Cultura, cosa che altrimenti non avrei avuto motivo di fare.

 

 

Benidorm, il troppo che diventa bello!

La costa della Spagna è rovinata all’inverosimile. Dalla Catalonia all’Andalucia non esiste un posto che non sia stato costruito a dismisura o coperto dai plasticoni delle serre. Palazzoni e grattacieli sono la norma e anche dove sono rimaste delle piccole traccie del passato e della tradizione, sono rilegate a limitati centri storici circondati da mostruosità architettoniche.
A quanto pare è il rovescio della medaglia dell’inseguire il facile guadagno del turismo. Peccato che i mostri rimangano anche quando i turisti non ci sono. In teoria questo dovrebbe essere il punto di forza del turismo con i camper. Senza bisogno di costruire niente, i camperisti possono stare in un posto vergine e quando se ne vanno, niente è cambiato o alterato. Però costruire porta piu guadagno, stanze, rooms, zimmer, quartos…
Costruzioni fatte male, di fretta e evidentemente non progettate dal Pallladio, che hanno la particolarità di rimanere disabitate la maggior parte dell’anno, semplicemente a rovinare il paesaggio e la natura. Una volta fatte le stanze poi inevitabilmente arrivano ristoranti, bar, negozi di souvenirs made in china, McDonalds, alberghi di lusso, aeroporti ecc. Che pena, che desolazione!

Spain, Benidorm
Quando vedi una scena del genere per strada, ti rendi conto che c’è qualcosa che non va…
Spain, Benidorm
… poi vedi gli altri segni e così sei sicuro di in che tipo di posto ti trovi.

 

In mezzo a tutta questa distruzione di massa ho trovato però un’eccezione: Benidorm. Non perchè sia meno rovinata, anzi al contrario, proprio perchè hanno portato all’esagerazione il fenomeno della costruzione inconsiderata, mi è sembrato un ottimo esempio da seguire su come accontentare tutti. Benidorm è una località mostruosa sotto tutti i punti di vista, eppure perfetta per il tipo di gente che ospita e così estrema da diventare “bella”. Così consapevolmente esagerata che ha addirittura fatto richiesta di esere inclusa nella lista dell’UNESCO come patrimonio dell’umanità e che, se fosse per me, andrebbe assolutamente approvata!

Spain, Benidorm
Spagna, Benidorm. nella sua mostruosità è decisamente fotogenica 😉

 

Migliaia di “expats”, la stragrande maggioranza pensionati inglesi, ma con una notevole presenza anche di altre nazioni nordiche, hanno comprato appartamenti tipo scatola di fiammiferi e si sono trapiantati qui per scappare dal grigiore della loro terra e godersi, se così si può dire, mare, clima e vita meno cara. Non mancano anche qui i camperisti, quelli che invece della scatola di fiammiferi hanno preferito il classico camion frigorifero, e sono tanti! Anche in questo caso si parla, se non di migliaia, di sicuramente più di mille camper ammassati uno di fianco all’altro in campeggi enormi. Ancora non sono riuscito a capire il modo di pensare di chi si va a rinchiudere di propria volontà in questi posti tipo campo profughi di lusso… probabilmente mi sfugge qualcosa.

Un bel esempio di architettura locale
Un bel esempio di architettura locale
Spain, Benidorm
Uno dei tanti campeggi nella periferia della città.
Spain, Benidorm
Dettaglio della foto sopra, sono proprio camper parcheggiati uno di fianco all’altro…
Spain, Benidorm
Un altro bell’esempio di campeggio

 

A completare la scena, a questa invasione di “over 60” che, con le loro sedie a rotelle elettriche, scorazzano sui marciapiedi diventando piu pericolosi delle biciclette a Amsterdam, si aggiungono i cosiddetti alcoturisti. Ragazzotti che le uniche cose che desiderano sono di andare in un posto caldo, bere tutto il giorno e fare casino. In teoria desidererebbero anche altri piaceri, ma nelle condizioni in cui si riducono bevendo, mi sa che se dovesse rimanere solo un desiderio, comunque non riuscirebbero a ricordarsi niente da raccontare agli amici. Chi si può permettere una settimana, chi solo un week-end, Benidorm è in cima alla lista delle destinazioni low cost, categoria “party destinations”, dalla Gran Bretagna. Il risultato è un vero e proprio circo umano in uno scenografia fatta di palazzoni, bar, fast food, cliniche private e negozi per turisti… a dimenticavo, c’è anche il mare!

Spain, Benidorm
Immagine classica al di fuori di uno dei tanti bar di Benidorm.
Spain, Benidorm
Qui il divertimento non ha età

 

Il lato positivo, quello da prendere come esempio, è che costruendo posti come questo dal niente, si creano dei perfetti zoo per turisti dove tutti sono contenti. Chi ci va sa cosa aspettarsi, anzi ci va proprio per trovare quello che cerca e gli imprenditori e commercianti si arricchiscono a volontà. Se si riuscisse a tenere il tutto sotto controllo, si potrebbe così evitare di rovinare quelle località che invece andrebbero protette dal turismo di massa e possibilmente anche da quello di lusso, tutte e due nemici mortali dell’ambiente e della libera circolazione dei viaggiatori veri.

Spain, Benidorm
Tranquilla passeggiata serale. Per fortuna fuori stagione, qui siamo in marzo, c’è poca gente!

Spain, Benidorm

Spain, Benidorm

Rimane un fatto. Benidorm mi ha entusiasmato! Vuoi per la sua fotogenia,vuoi per l’atmosfera allegra o per la sua assurdità, mi ci sono fermato per 3 giorni e mi è dispiaciuto andarmene…

Silicone in mostra
Silicone in mostra
Per essere marzo, faceva comunque caldino
Per essere marzo, faceva comunque caldino

Spain, Benidorm

Un momento di cultura sulla spiaggia, biblioteca pubblica per i bagnanti.
Un momento di cultura sulla spiaggia, biblioteca pubblica per i bagnanti.
Vari tipi di vegetazione
Vari tipi di vegetazione

Spain, Benidorm

Spain, Benidorm

Benidorm, tutto sommato una bella esperienza
Benidorm, tutto sommato una bella esperienza